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Silicone e gli 8 miti

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FADr. Fernando Amato 27 de junho de 2021 3 min de leitura
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Silicone e gli 8 miti

  • giugno 27, 2021
  • By Fernando Amato

Negli anni ’80, la chirurgia plastica subì una grande rivoluzione quando si scoprì che il silicone poteva essere usato come alternativa per la ricostruzione mammaria nelle donne.

Negli anni ’90, la protesi al silicone raggiunse la ribalta e divenne una grande alleata dell’autostima, poiché iniziò ad essere utilizzata a fini estetici per valorizzare il corpo femminile. Ma, con tutto questo, arrivarono le fake news che, ancora oggi, diffondono informazioni errate sul silicone e sul seno.

Di seguito elenco i miti e le verità sulla protesi al silicone:

La protesi al silicone ha una data di scadenza.

MITO – Non esiste una data definita per la sostituzione dell’impianto mammario, anche perché, con il passare degli anni, il materiale è stato perfezionato e oggi il settore dispone di materiale di ottima qualità.

 

La protesi al silicone può rompersi durante la mammografia o nascondere possibili noduli.

MITO – L’impianto non impedisce la mammografia, esame che deve essere eseguito annualmente dopo i 40 anni. Al momento dell’inserimento del silicone, viene posizionata una posizione extra chiamata Eklund per mobilizzare l’impianto, il che consente una migliore visualizzazione del tessuto mammario.

 

La protesi al silicone può essere indicata nella ricostruzione mammaria.

VERITÀ – Può essere indicata, ma il suo utilizzo non è obbligatorio. Questa decisione dipende dalla forma del seno della paziente, dal suo desiderio e dal suo stato clinico, oltre che dal rapporto di fiducia tra lei e il suo medico.

 

Esistono diverse tecniche che possono essere eseguite nella ricostruzione mammaria.

VERITÀ – Alcune di esse sono:

– Ricostruzione con impianto di protesi al silicone;

– Ricostruzione con il muscolo gran dorsale (situato sulla schiena) e impianto di silicone;

– Ricostruzione con espansore mammario, con l’obiettivo di preparare ed estendere i tessuti per l’inserimento della protesi al silicone;

– Ricostruzione con innesto di grasso prelevato dall’addome o dalle cosce tramite una lipoaspirazione;

– Ricostruzione del capezzolo e dell’areola affinché il seno ricostruito assomigli il più possibile al seno originale.

 

Il silicone non può essere inserito al momento della mastectomia.

DIPENDE – Prima di tutto, è necessario analizzare il trattamento oncologico proposto, poiché la ricostruzione del seno con protesi al silicone non può sempre essere eseguita immediatamente, specialmente nei casi in cui viene rimossa molta pelle o quando precede un trattamento complementare con radioterapia.

Se durante la mastectomia è necessaria la rimozione di una maggiore quantità di pelle, la paziente deve utilizzare un espansore mammario, una sorta di sacca di silicone che viene posizionata durante l’intervento di mastectomia sotto il muscolo pettorale, in modo che, dopo la cicatrizzazione dell’intervento, venga riempita con soluzione fisiologica, durante i controlli ambulatoriali, fino a raggiungere il volume desiderato. Questo processo consente alla pelle di acquisire elasticità per poi poter eseguire un intervento chirurgico per sostituire l’espansore con una protesi al silicone.

 

Le protesi impediscono che il seno cada nel tempo.

MITO – Molti fattori influiscono sulla caduta del seno nel tempo come l’elasticità della pelle, il peso della ghiandola mammaria e, quando si ha una protesi al silicone, anche il peso dell’impianto può influire.

 

La donna con il silicone può avere problemi durante l’allattamento.

NORMALMENTE non interferisce. Questo perché l’impianto si trova sotto la ghiandola o addirittura sotto la muscolatura pettorale. Durante l’inserimento, quasi non si verifica trauma alla ghiandola mammaria.

 

La protesi al silicone toglie la sensibilità del seno al tatto.

MITO – Non interferisce con la sensibilità, ma dipenderà dalla chirurgia eseguita sul seno. Se la protesi è molto grande, può succedere, ma la sensibilità di solito torna in poche settimane.

 

*Dr. Fernando Amato è chirurgo plastico, membro titolare della Società Brasiliana di Chirurgia Plastica, membro della Società Internazionale di Chirurgia Plastica Estetica (ISAPS) e della Società Americana di Chirurghi Plastici (ASPS).

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