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Rimozione di protesi mammarie in silicone. Quando rimuovere le protesi mammarie?

Rimozione di protesi mammarie in silicone: scopri indicazioni, tecniche chirurgiche, rischi, recupero e cure post-operatorie.

FADr. Fernando Amato 03 de novembro de 2025 5 min de leitura
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  • Chirurgia plastica

Quando Rimuovere le Protesi Mammarie? Tutto sull'Explante di Silicone

  • novembre 3, 2025
  • By Fernando Amato

Rimozione di Protesi in Silicone: Salute, Estetica e Recupero

Il numero di donne che optano per la rimozione di impianti mammari cresce ogni anno — scopri le indicazioni, le tecniche e cosa aspettarsi dopo l'espianto.


Cos'è la rimozione di protesi in silicone

La rimozione di protesi in silicone è l'intervento chirurgico che rimuove gli impianti mammari precedentemente inseriti, sia per motivi estetici, clinici o funzionali. Così, in molti casi, la procedura comporta il trattamento della capsula periprotesica — una sottile membrana fibrosa che il corpo forma naturalmente attorno all'impianto.

🔗 Scopri di più sulle protesi mammarie e le loro indicazioni.


🌟 Punti salienti

  • 👩‍⚕️ Procedura eseguita da chirurghi plastici specializzati.
  • 💡 Può includere il trattamento della capsula fibrosa (capsulectomia).
  • 💪 Indicato per ragioni mediche o estetiche.
  • ⏳ Recupero in circa 30 giorni, con cure specifiche.
  • ❤️ Può essere associato a mastopessi o lipofilling per un miglior risultato.

Formazione della capsula fibrosa

Dopo l'impianto, il corpo reagisce creando una capsula periprotesica — uno strato naturale di tessuto connettivo.

Questa capsula è composta da fibroblasti, collagene e miofibroblasti, e può avere uno spessore variabile a seconda del tipo di impianto e delle caratteristiche della paziente.

Nella maggior parte dei casi, è sottile e flessibile, senza causare sintomi.

Tuttavia, in alcune donne, può diventare spessa e indurita, portando alla contrattura capsulare, che causa dolore e deformità del seno.


Quando è indicato l'espianto

La rimozione di protesi in silicone è comunque indicata nelle seguenti situazioni:

  • Desiderio personale della paziente di rimuovere l'impianto.
  • Contrattura capsulare (grado Baker III o IV).
  • Rottura dell'impianto (intracapsulare o extracapsulare).
  • Infezione, sieroma cronico o infiammazione persistente.
  • Sospetto di linfoma anaplastico a grandi cellule (BIA-ALCL).
  • Sintomi sistemici attribuiti all'impianto (in studio).

🔗 Leggi di più sull'anestesia in chirurgia plastica e la preparazione pre-operatoria


Tecniche chirurgiche disponibili

La scelta della tecnica dipende comunque dallo stato dell'impianto, della capsula e dell'anatomia della paziente.

Le principali sono:

1. Espianto semplice

Rimozione solo dell'impianto, mantenendo la capsula in loco.

È indicato quando la capsula è sottile, non calcificata e senza segni di infiammazione.

Presenta un minor rischio di sanguinamento e un recupero più rapido.

2. Capsulectomia parziale

Rimozione solo delle parti più ispessite o calcificate della capsula.

Indicato in contratture lievi o per un rimodellamento parziale della sede dell'impianto.

3. Capsulectomia totale

Asportazione completa della capsula fibrosa, eseguita con dissezione accurata vicino al torace.

Indicata in contrattura severa, rottura intracapsulare o infezione.

Non include tessuto mammario sano.

4. Capsulectomia “en bloc”

La capsula e l'impianto vengono rimossi insieme, in un unico blocco, senza rompere la capsula.

Può includere margini di tessuto adiacente, se vi è sospetto di BIA-ALCL o silicone libero.

È un intervento chirurgico più complesso, indicato solo in casi specifici.

🔗 Vedi anche mastopessi e mastoplastica associate all'espianto.


Differenze tra capsulectomia totale e in blocco

AspettoCapsulectomia TotaleCapsulectomia En Bloc
TecnicaRimuove tutta la capsula in frammentiRimuove capsula e impianto insieme, intatti
MargineNon include tessuto sanoInclude margine mammario/muscolare
IndicazioneContrattura, rottura intracapsulareBIA-ALCL, rottura extracapsulare
ComplessitàModerataAlta
Rischio chirurgicoMinoreMaggiore (sanguinamento, sieroma, deformità)

Interventi chirurgici complementari dopo l'espianto

Dopo la rimozione di protesi in silicone, è comune eseguire procedure complementari per ripristinare la forma del seno:

  • Mastopessi — riposiziona ed eleva il tessuto mammario.
  • Lipofilling — inietta grasso autologo per dare volume e levigare i contorni.
  • Biopsia della capsula — eseguita in capsule spesse o con sospetto di patologia.

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Rischi e possibili complicazioni

Ogni intervento chirurgico comporta rischi, anche se minimi.

Tra le complicazioni della rimozione di protesi in silicone ci sono:

  • Ematoma e sieroma.
  • Infezione e deiscenza della ferita.
  • Alterazione della sensibilità.
  • Irregolarità del contorno e flaccidità residua.

🔗 Vedi consigli per prepararsi all'intervento


Cure post-operatorie

Il recupero richiede quindi attenzione e accompagnamento medico:

  • Uso di reggiseno chirurgico e bendaggio compressivo.
  • Evitare movimenti ampi delle braccia per 2 o 3 settimane.
  • Mantenere una buona alimentazione e idratazione.
  • Valutazioni mediche periodiche e, se indicato, esame anatomopatologico della capsula.

🔗 Scopri di più sulla dieta nel post-operatorio e fumo e rischi chirurgici.


Aspetti istopatologici della capsula

La capsula periprotesica può quindi presentare da fibrosi lieve a infiammazione cronica.

In casi sospetti, l'esame anatomopatologico è comunque fondamentale per rilevare:

  • Infiammazione granulomatosa da silicone.
  • Metaplasia epitelioide.
  • Linfoma BIA-ALCL, una condizione rara.

Recupero estetico ed emotivo

Dopo l'espianto, il seno tende a diventare più naturale, ma può presentare flaccidità o riduzione di volume.

La mastopessi e il lipofilling aiutano a recuperare la forma, rispettando l'anatomia e il desiderio della paziente.

Il follow-up con il chirurgo plastico è comunque essenziale per un risultato sicuro, equilibrato ed estetico.


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FAQ — Rimozione di Protesi in Silicone

(contrassegnato con schema.org/FAQPage)

1. Cos'è la rimozione di protesi in silicone?

È l'intervento chirurgico per rimuovere gli impianti mammari e, se necessario, trattare la capsula fibrosa circostante.

2. Quando è indicata?

Per desiderio personale, contrattura capsulare, rottura, infezione o sospetto di BIA-ALCL.

3. Devo rimuovere la capsula insieme all'impianto?

Dipende dalla valutazione medica. Quindi, non è sempre necessario rimuovere tutta la capsula.

4. Il seno diventa flaccido dopo l'espianto?

Può accadere. La mastopessi corregge quindi questa flaccidità e migliora il contorno.

5. L'espianto è doloroso?

Il dolore è moderato e controllato con comuni antidolorifici.

6. Qual è il tempo di recupero?

In media, 30 giorni per attività leggere. Sforzi maggiori dopo 6 settimane.

7. È possibile fare un lipofilling insieme all'espianto?

Sì. La procedura aiuta a ripristinare volume e forma.

8. L'espianto interferisce con l'allattamento?

No, a condizione che le ghiandole mammarie siano preservate.

9. Posso rimuovere gli impianti per problemi di salute generale?

Sì, se ci sono sintomi associati o raccomandazione medica.

10. L'intervento lascia cicatrici visibili?

Normalmente si usa la stessa cicatrice dell'inserimento dell'impianto, oppure si esegue un accesso di mastopessi, come a T invertita.


Video consigliato

🎥 Explante de Prótese de Silicone — Dr. Fernando Amato Explica


Conclusione

La rimozione di protesi in silicone è quindi una procedura sicura ed efficace quando ben indicata.

La scelta della tecnica — semplice, parziale, totale o en bloc — deve bilanciare sicurezza, estetica e necessità clinica.

Con un'adeguata valutazione e un accompagnamento specializzato, è possibile ottenere un risultato armonioso, sano e duraturo.

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